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Gli ultimi crivari di Belmonte Calabro

crivari di Belmonte CalabroBelmonte Calabro è un caratteristico borgo della costa tirrenica cosentina. Famoso sin dai tempi antichi per la produzione di cordame in “putamu”, utilizzato soprattutto dai marinai. Purtroppo, con la produzione moderna questa arte è andata persa, ma ancora resiste un’altra laboriosa industria belmontese: quella dei crivi.

Quest’arte resiste ancora in pochi artigiani che mantengono viva questa tradizione cercando di condividerla con gli altri per non perderla definitivamente. É il caso di Carmine e Anna Conforti, due abili artigiani che hanno aperto le porte della loro casa, accogliendomi con il garbo e il calore che un tempo regnavano sovrani nella popolazione calabrese, condividendo tecniche e segreti di questa arte.

La realizzazione del crivo, a differenza delle altre forme di cesteria calabrese, ha delle regole ben precise. Vi sono delle misure da seguire per realizzare i diversi formati di questo cesto che è un misto tra un setaccio, un essiccatoio e un contenitore. Le misure sono cinque, a cominciare dal crivo che ha una circonferenza di 1,5 m; poi vi sono il mianzu crivo, il cistiallu, il mianzu cistiallu, e per finire il piccolino con una circonferenza di 60 cm. Per realizzare un crivo occorrono ben sette materiali: il rovo, la paglia, due varietà di giunco, verghe di castagno, la canna e il saracchio chiamato in Calabria putamu.

criviCome abbiamo detto il crivo va a svolgere diverse mansioni: da setaccio per il grano durante le trebbiature, a graticcio per essiccare ortaggi durante le calde giornate estive, a contenitore per porre i salumi appena fatti durante la tradizionale macellazione del maiale. Anche in cucina il crivo la fa da padrone, perché utilizzato per setacciare la farina, per realizzare gnocchi e turdiddri (tipico dolce natalizio) o per filtrare gli acini dell’uva nella realizzazione della mostarda.

Come ci racconta Anna, crivara da generazioni, la produzione dei crivi era un lavoro che impegnava l’intera famiglia nelle lunghe giornate invernali, ogni componente della famiglia aveva un compito, dal più piccolo della famiglia, a cui venivano affidati i compiti più semplici, al capo famiglia. Quindi ogni crivo era frutto del lavoro collettivo e non del singolo, racchiudendo in sé il significato stesso del calore della famiglia.

crivari di Belmonte Calabro

crivari di Belmonte Calabro

Devo personalmente ringraziare questi due artigiani perché da estraneo non solo mi hanno aperto le porte della loro casa, ma soprattutto perché hanno aperto le porte della loro immensa conoscenza in ambito della cesteria, e hanno condiviso con me il loro sapere che non si limita soltanto alla realizzazione dei crivi, ma spazia in lungo e in largo fra le più svariate tecniche e forme della cesteria tradizionale calabrese.

Andrea Perrotta

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