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Chi siamo

Andrea Perrotta nasce a Cosenza il 18 aprile 1988. Sin da ragazzo nutre la passione per il recupero e la valorizzazione del patrimonio demoetnoantropologico della sua terra. Proveniente da un’antica famiglia di cestai, si rende conto dell’immenso patrimonio che stava per perdersi soltanto dopo la scomparsa del nonno, ultimo depositario di questa arte in famiglia. Da lì decide di recuperare questa arte studiando i manufatti realizzati dal nonno riuscendo a recuperare le nozioni basi della cesteria tradizionale di Cerisano, suo paese d’origine.
Il suo interesse per le tradizioni e la
storia lo portano ad intraprendere gli studi umanistici e laurearsi in Storia presso l’Università della Calabria nel 2019. La passione per la cesteria unita alla sua formazione di storico lo porteranno ad intraprendere un percorso di recupero, documentazione e divulgazione delle diverse tipologie e tecniche di costruzione della cesteria tradizionale calabrese.


Sono Chiara Morabito, nasco a Roma negli anni ’70 del XX secolo. Agli albori del XXI studio storia dell’arte e biblioteconomia, oggi sono guida turistica. Fra i miei hobbies: giardinaggio e cruciverba, camminate ed anagrammi, rebus e fornelli. Da buona appassionata di giochi di parole, non potevo non partecipare alla compilazione di un glossario, tantopiù se scaturito dal lavoro di un amico.
Fra un fornello, un geranio e una poesia,
mi metto dunque all’opera per WikiCesteria.


Sono Francesco Di Nicola, nato a Guidonia in provincia di Roma l’8 Marzo 1955.
Circa 6 anni fà ho iniziato un percorso che ha portato a  confrontarmi con  le diverse tradizioni della Cesteria. Ho avuto la possibilità di conoscere veri mastri cestai e da ognuno di loro ho appreso le varie tecniche legate al proprio territorio e alle proprie tradizioni. Spero di continuare ad arricchire questo mio bagaglio e magari di avere l’opportunità di poterlo tramandare.


Nicola Solimano nato a Roma nel 1962. Sono un artigiano  che si dedica all’arte dell’intreccio. Lavoro soprattutto con materiali naturali e in particolare con il salice – il “vinco”, come lo chiamano ancora gli anziani. I miei genitori erano tappezzieri e mio nonno sellaio: ho sempre osservato e ammirato chi produceva con le proprie mani. I miei primi lavori sono stati marcati dall’attenzione per la cesteria tradizionale laziale – la regione dove sono cresciuto e dove abito -, però per me è importante il dialogo con altre tradizioni. Sono interessato alla cesteria di altre regioni italiane e di altri paesi europei. Il confronto con diverse tradizioni è arricchente e permette realizzare, a volte anche in chiave contemporanea, cesti e intrecci che appartengono al passato, il cui uso si trasforma secondo l’immaginazione di chi li utilizza. È il miglior modo per mantenere vivo un antico mestiere adattandolo al mondo attuale.


 

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