Un cesto, tanti significati

Storia
Un cesto, tanti significati: breve ricerca etimologica Per i curiosi (o per gli appassionati) della storia della lingua italiana, e immaginiamo anche per i cultori della cesteria (maestri artigiani e non solo), sarà certamente interessante andare alla scoperta della etimologia del lessico legato all’ambito della cesteria. Diamo pertanto inizio a questo percorso fra i significati cominciando dalla parola più ovvia, cioè dal “cesto”, o “cesta” che dir si voglia. Sfogliando il vocabolario1, giunti al lemma “cesto”, notiamo con sorpresa che le accezioni del termine sono molteplici, e che afferiscono ad ambiti semantici completamente diversi fra loro. Ciò che li accomuna, tuttavia, sembra essere la forma del cesto, la sua struttura fisica: un contenitore per lo più tondeggiante composto da fasci di materiali variamente accostati fra loro. Leggiamo tali accezioni una…
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Il latino nel cestino

Il latino nel cestino

Storia
“Il latino nel cestino”: citazioni di cesti nella letteratura latina Poiché le tecniche di intreccio di vimini e le tradizioni ad esse collegate risalgono all’età antica, è più che lecito supporre di poter incontrare canestri e cistelle anche fra le righe dei testi più noti della letteratura classica. Cominceremo dalla latina, ed in particolare da uno dei grandi classici della letteratura non solo latina, per la verità, bensì di tutti i tempi, cioè le bellissime Metamorfosi di Publio Ovidio Nasone, scritte all’inizio del I sec. d.C., versi meravigliosi e ricchissimi per lessico, metafore, forza rappresentativa la cui lettura non ci stanca mai. Ed è proprio nel libro II delle Metamorfosi che, a partire dal verso 748, incontriamo un cesto che potremmo certamente definire “fatale”: la giovane Aglauro, (figlia di Cecrope…
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Vimini in marmo

Vimini in marmo

Storia
Vimini in marmo: dettagli in vimini alla mostra dei Marmi Torlonia ai Musei Capitolini, Villa Caffarelli  La proroga dell’apertura fino al 9 gennaio 2022 della bella mostra dedicata agli antichi Marmi Torlonia, allestita presso i Musei Capitolini di Roma nello spazio di Villa Caffarelli, consente al pubblico ancora per numerose settimane di godere della visione di 90 delle 620 sculture antiche che compongono la prestigiosissima collezione. Si tratta di centinaia di opere acquisite dalla storica famiglia durante il corso del XIX secolo, marmi di eccezionali valore e bellezza entrate a far parte della raccolta sia tramite compravendita sia grazie ai rinvenimenti provenienti dagli scavi archeologici condotti nei terreni di proprietà della famiglia, dislocati fra Roma e dintorni. Una raccolta che è stata giustamente definita “collezione di collezioni”, poiché nel giro…
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Toponomastica e cesteria

Storia
Toponomastica e cesteria La toponomastica è una interessante, e non di rado divertente, fonte di informazioni sulla storia di un luogo: in primis eventi storici, personaggi significativi per la vita civile (locale e/o nazionale), ma anche usi, tradizioni, mestieri. Certamente la scelta dei nomi da assegnare alle strade riflette i valori e le priorità culturali dei diversi momenti storici, e allo stesso tempo rivela la storia delle comunità che quelle stesse strade abitano, nominano, vivono. La cesteria non fa eccezione in tal senso, e il binomio cesteria-toponomastica offre interessanti notizie. Ci limitiamo per ora alla sola Roma, ma certamente i criteri che, nel corso tempo, hanno informato le scelte delle amministrazioni locali dei vari centri italiani sono certamente simili un po’ ovunque, e pertanto toponimi dedicati al mondo della cesteria,…
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I cesti nella tradizione favolistica italiana – Italo Calvino

I cesti nella tradizione favolistica italiana – Italo Calvino

Storia
LE FIABE ITALIANE DI ITALO CALVINO Alla ricerca di testi letterari, racconti, poesie, e di qualsiasi altra forma di produzione letteraria in cui rintracciare la presenza di cesti, pensa che ti ripensa, ecco che si affaccia alla mente tutto il repertorio favolistico della nostra tradizione: a cominciare dalla celeberrima (e quasi universalmente nota, nelle sue numerose varianti narrative) Cappuccetto Rosso, la premurosa nipotina che, ignara di ciò che le sta per accadere, porta alla nonna la gustosa merenda nel tradizionale cestino. Tutti sappiamo come va a finire, mentre certamente meno conosciute sono le contorte, surreali, o essenziali trame delle fiabe italiane, che ogni regione italiana custodisce e tramanda. Nel 1956 Italo Calvino pubblica la preziosa raccolta di Fiabe italiane, (ristampate poi nel 1985, nona ristampa), un classico della nostra tradizione…
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Intrecci poetici nella poesia di Federico García Lorca

Intrecci poetici nella poesia di Federico García Lorca

Storia
Anche nella poesia del grande poeta e drammaturgo andaluso Federico García Lorca giunchi, arbusti e fibre vegetali si allacciano fra loro in un bellissimo intreccio poetico.  Lorca nasce nel 1898 a Fuente Vaqueros, nella provincia di Granada, nel 1898; da giovanissimo compie, fra l’altro, studi musicali, assorbendo la musicalità e il lirismo che ritorneranno poi nelle suoi versi, spesso concepiti per essere accompagnati dalla chitarra. Nel 1919 si trasferisce a Madrid per proseguire gli studi, un impegno intellettuale reso ancora più fruttuoso grazie all'incontro con artisti quali Luis Buñuel, Salvador Dalì, i poeti e scrittori Rafael Alberti, Antonio Machado, Juan Ramón Jiménez. Nel 1920 esordisce in qualità di regista teatrale, e nel 1922 partecipa, insieme al musicista Manuel de Falla, al festival del Cante Jondo, il concorso di canto flamenco,…
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Cesti, rami ed arbusti nella poesia di Eugenio Montale

Cesti, rami ed arbusti nella poesia di Eugenio Montale

Storia
  Il poeta genovese Eugenio Montale (1896-1981) pubblica la sua più nota raccolta di poesie, Ossi di seppia, nel 1925; altre vedranno la luce nei decenni successivi, e nel 1975 riceve il premio Nobel per la Letteratura. La sua opera poetica (Montale è autore anche di numerose traduzioni e prose, e consistenti sono i suoi scambi epistolari) è fra le più alte del Novecento, italiano e non solo: parole luminose ed illuminanti, in grado di esprimere con rara efficacia il senso di smarrimento di fronte al vuoto di senso della nostra esistenza, e al tempo stesso l’intensità del desiderio di vivere proprio quella stessa vita di cui non si riesce a comprendere il significato, pur cogliendone il valore. Nonostante questa condizione di frustrazione, proposta dal poeta come universale e perenne,…
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L’essenziale per Emily Dickinson: un cestino

L’essenziale per Emily Dickinson: un cestino

Storia
Nel 1853, all’età di 23 anni, la poetessa americana Emily Dickinson decide di allontanarsi dalla vita sociale e di ritirarsi in solitudine. Nata in una benestante famiglia di Amherts, nel Massachusetts, Emily crebbe seguendo i viaggi e i trasferimenti che la famiglia compì per via del lavoro paterno (una prestigiosa avvocatura), studiando con discontinuità ma comunque intensamente, affrontando una crisi religiosa e pubblicando le proprie poesie. Non le mancarono né amici né passioni d’amore, ma nessun sentimento, per quanto intenso, riuscì a riportarla alla quotidiana frequentazione del genere umano dopo il volontario allontanamento dal mondo. Gli ultimi venti anni della sua vita furono segnati da una malattia agli occhi, che la tenne temporaneamente distante dalla scrittura e dalla lettura, e da lutti familiari. Morì nel 1886, a 56 anni. Quale…
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I cesti nella Iconologia di Cesare Ripa

I cesti nella Iconologia di Cesare Ripa

Storia
Il letterato Cesare Ripa nasce a Perugia nel 1555 da una famiglia benestante; giunto a Roma nel 1578 (ivi morirà nel 1622) è introdotto presso la corte del cardinale Anton Maria Salviati in qualità di trinciante, letteralmente “tagliatore di vivande”, cioè l’addetto al taglio del cibo destinato ad essere consumato  durante il banchetto. Il perfetto trinciante doveva essere agile e robusto, di bell’aspetto, in grado di rimanere in piedi a lungo (cioè almeno per tutta la durata del banchetto, che spesso durava l’intera giornata) e di tagliare le vivande senza toccare né sporcare la tovaglia. Tutt’altro che secondaria, dunque, era la robustezza fisica, visto il vigore che era necessario per tagliare, disossare, e talvolta macellare e squartare. Altresì un bravo trinciante doveva essere un abile intrattenitore ed un affabile conversatore;…
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